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Platyhelminthes
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I mwbaplatelminti o mwbqvermi piatti (mwbgmwbwPlatyhelminthes mwcaGegenbaur, 1859)cite-ref-1[1] è un phylum costituito da circa mwdq25 000 mwdgspecie di mwdwanimali mweainvertebrati mweqvermiformi. I platelminti comprendono sia specie mwegbentoniche conducenti vita libera sia mwewparassiti, i quali infestano molti tipi di mwfaorganismi, incluso l'mwfquomo.

I platelminti mwfwbentonici conducenti vita libera appartengono tutti alla classe dei mwgaTurbellaria e sono presenti sulle rocce, nel fango e nella sabbia dei fondali acquatici (marini, salmastri e dulciacquicoli). Molti turbellari vivono negli stagni o in pozze temporanee mentre solo alcune specie, come la mwgqgeoplanaria, sono tipiche dei terreni umidi.

I turbellari più noti e studiati sono quelli appartenenti al mwgwgenere mwhamwhqPlanaria.

I platelminti parassiti rappresentano l'85% del phylum e vengono raggruppati in quattro classi: i Turbellari, i mwhwMonogenei, i mwiaTrematodi e i mwiqCestodi. Fra questi ultimi i più conosciuti, per i danni che provocano all'uomo, sono le specie del genere mwigTenia (mwiwTaenia o mwjaTaeniarhynchus)cite-ref-2[2]

Contents

Note

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Etimologia

Il termine "platelminta" deriva dal mwlagreco antico e significa "verme piatto" (dal mwlqgreco antico: πλατύς mwlgplatýs, "piatto"; ἕλμινς mwlwhélmins, genit. ἕλμινθος mwmahélminthos, "verme"; cioè, "vermi piatti")

Anatomia e fisiologia

I platelminti sono organismi mwmwacelomati, quindi non sono dotati di una cavità che separa le viscere dalla parete del corpo, e mostrano uno schiacciamento dorso-ventrale che conferisce ad essi il nome di mwnavermi piatti, distinguendosi così dai mwnqNematoda (mwngvermi cilindrici) e dagli mwnwAnnelida (mwoavermi segmentati o metamerici).

Generalizzando sulla loro morfologia, si può dire che tutti i platelminti sono costituiti da un mwogsacco muscolo-cutaneo che avvolge e protegge il mwowparenchima, un mwpatessuto connettivo di origine mesodermica, all'interno del quale si trovano immersi i vari organi ed apparati. Dei mwpqliquidi interstiziali impregnano gli spazi extracellulari nel parenchima offrendo un sostegno idrostatico all'organismo e agevolando, con il movimento, la circolazione delle sostanze nutritive e dei gas respiratori.

Epidermide

I platelminti sono rivestiti da un tessuto epidermico monostratificato. Nelle forme conducenti vita libera, come i raggruppamenti più basali (Turbellari), le mwqacellule dell'mwqqepitelio sono pluriciliate, soprattutto nella zona ventrale, e sono atte alla locomozione che avviene per strisciamento su una sostanza mucosa secreta da apposite cellule ghiandolari. Un altro tipo di cellule presenti nell'epitelio sono quelle mwqwrabditogene, che producono strutture bastoncellari dette mwrarabditi. La loro espulsione provoca la formazione di una guaina mucosa a scopo di difesa dai predatori.

In altre specie, come quelle dei Trematodi e dei Cestodi, adattati ad una vita di parassitismo, l'epitelio è di tipo sinciziale e talvolta, come nel caso dei Cestodi, presenta microvilli. Nell'epidermide sinciziale le cellule sono fuse a formare una continua massa citoplasmatica connessa ai corpi cellulari, che si trovano sotto la muscolatura, da sottili ponti citoplasmatici. Molti tipi di Turbellari e di specie parassite mostrano invece un epitelio di tipo mwrginsunk (cioè affondato): i corpi cellulari contenenti i mwrwnuclei si trovano protetti al di sotto di una mwsalamina basale sopra la quale poggia il mwsqtegumento citoplasmatico che riveste l'organismo.

Nelle forme parassite il tegumento secerne uno strato protettivo esterno detto mwswglicocalice, costituito da mwtapolisaccaridi e mwtqglicoproteine che hanno lo scopo di eludere le mwtgdifese immunitarie dell'organismo ospitante. L'epidermide dei parassiti è munita, inoltre, di organi di attacco: uncini e ventose organizzati in rostelli, spicole o botri, necessari per l'ancoraggio alle superfici interne od esterne dell'ospite.

Muscolatura

Al di sotto dello strato epidermico, i platelminti sono dotati di una serie di strati muscolari lisci (longitudinali, circolari e diagonali) che permettono movimenti ondulatori utili per la torsione e il nuoto. All'interno del mwuqparenchima, sottili strati muscolari si estendono dorso-ventralmente assicurando una maggiore consistenza alla massa corporea; nonostante ciò, i platelminti sono facilmente sgretolabili in mano.

Alimentazione e digestione

Tutti i platelminti sono mwvaaprocti. La bocca si trova in posizione anteriore o ventrale ed è quasi sempre munita di una faringe che la collega all'intestino. In alcune specie la faringe è muscolosa e può essere protrusa per catturare la preda e succhiarne le parti nutrienti prima di giungere all'intestino, dove la digestione continua poi intracellularmente.

La regione intestinale è a fondo cieco e si può trovare in varie forme: a sacco (come nei Rabdoceli), ramificata (Tricladi e mwwaPolicladi) oppure formata da un semplice strato di cellule digestive come negli mwwqAceli che, come dice il nome, sono privi di qualsiasi cavità, compreso il canale alimentare.

Circolazione, respirazione ed escrezione

I platelminti non hanno un apparato circolatoriocite-ref-ruppertbarnes2004platyhelminthes-3-0[3], infatti le sostanze nutritive e i gas respiratori raggiungono le cellule grazie ai liquidi interstiziali che bagnano il mwyaparenchima. Il tutto è facilitato dai movimenti dell'animale.

Essendo privi di organi respiratoricite-ref-walkeranderson2001platyhelminthesinanderson-4-0[4], gli scambi gassosi avvengono per diffusione attraverso la superficie corporea: a questo riguardo, risulta particolarmente vantaggiosa la forma appiattita del corpo dei platelminti, cosicché nessuna cellula si trovi troppo distante dall'ambiente esterno.

L'escrezione dei mwzwcataboliti e l'mwaaosmoregolazione sono affidati ad un mwaqapparato protonefridiale.

Sistema nervoso e sensoriale

Nei mwbaTurbellari Aceli, i platelminti meno evoluti, il sistema nervoso è simile a quello degli mwbqCnidari: una semplice rete nervosa subepiteliale non centralizzata. Nei platelminti più evoluti si assiste invece ad una cefalizzazione e centralizzazione del sistema nervoso, con la comparsa di uno o più mwbggangli cefalici dai quali si dipartono da uno a quattro paia di cordoni nervosi longitudinali submuscolari, che innervano l'intero organismo, collegati tra di loro attraverso mwbwcommissure trasverse. Dal ganglio cefalico si diramano, inoltre, fasci di fibre nervose dirette agli organi di senso.

Gli organi sensoriali comprendono mwcqocelli fotosensibili, mwcgstatocisti e recettori superficiali. Gli organi visivi sono formati da cellule pigmentate e fotorecettori localizzati nell'estremità anteriore del corpo in prossimità dei gangli cefalici. La statocisti è un organo di senso statico che permette all'organismo di riconoscere la sua posizione nello spazio. È formata da una capsula rivestita da cellule meccanorecettrici e contenente al suo interno lo mwcwstatolite, una sferetta di mwdacalcite che, in base alla posizione dell'animale, tocca alcuni punti della capsula e trasmette informazioni ai gangli cefalici. Recettori superficiali ciliati sono diffusi su tutto il corpo e permettono la ricezione di stimoli fisici e chimici. In alcune specie, come le mwdqplanarie, cellule chemiorecettrici sono concentrate ai lati del capo, formando campi sensori detti mwdgauricole.

Riproduzione e biologia dello sviluppo

Ad eccezione di poche specie, tutti i platelminti sono ermafroditi e utilizzano una fecondazione incrociata, mentre l'autofecondazione si ha più frequentemente nei Cestodi. Alcune specie utilizzano anche la riproduzione asessuale, che può avvenire per mweqscissione trasversale (detta mwegschizogenesi architomica - Turbellari dulciacquicoli) o per mwewamplificazione dei diversi stadi larvali nei Trematodi e Cestodi.

Il mwfqsistema riproduttivo maschile è formato da uno o più testicoli collegati, tramite dotti deferenti, ad una mwfgvescicola seminale dove vengono raccolti gli spermatozoi. La vescicola continua con un apparato copulatore rappresentato da un mwfwpene o un mwgacirro.

L'mwggapparato riproduttore femminile è costituito da uno o più mwgwovari che si collegano tramite ovidotti ad una mwhaborsa seminale, dove vengono momentaneamente raccolti gli spermatozoi dopo la copulazione. Il gonoporo femminile può coincidere o no con quello maschile. Nei Turbellari Arcoofori gli ovari producono mwhquova ricche di vitello o endolecitiche mentre nelle forme più evolute (Turbellari Neoofori e le altre tre classi) si hanno due strutture: i mwhggermari, che producono uova prive di vitello, e i mwhwvitellari, che producono cellule vitelline che, in seguito, verranno accorpate alle uova con la formazione dei mwiabozzoli. Le uova, dai Neoofori in poi, sono quindi ectolecitiche.

Dopo la fecondazione, lo mwigzigote subisce una mwiwsegmentazione spirale. In molti Turbellari lo sviluppo è diretto e porta alla formazione di un individuo adulto. Nei Turbellari Policladi e nei parassiti si assiste ad uno sviluppo indiretto con formazione di uno o più mwjastadi larvali che precedono la forma adulta. I cicli biologici dei platelminti parassiti saranno descritti in dettaglio nella parte riguardante ciascuna classe.

Sistematica

Phylum mwnaPlatyhelminthes viene generalmente suddiviso in 4 mwnqclassi:

• mwogClasse mwowmwpaTurbellaria (Turbellari)

• Sottoclasse mwpwArcoophora (Arcoofori)

• Ordine mwqwmwraAcoela (Aceli)
• Ordine mwrgAplofaringidi
• Ordine mwsqCatenulida (Catenulidi)
• Ordine mwtaLecithoepitheliata (Lecitoepiteliati)
• Ordine mwtwMacrostomida (Macrostomidi)
• Ordine mwugmwuwNemertodermatida
• Ordine mwvqNeorhabdocoela (Neorabdoceli)
• Ordine mwwamwwqPolycladida (Policladi)
• Ordine mwwwProlecithophora (Prolecitofori)
• Ordine mwxgProplicostomati
• Ordine mwyqProseriata (Proseriati)
• Ordine mwzamwzqTricladida (Tricladi)

• Sottoclasse mwzwmw0aNeoophora (Neoofori)

• Ordine mw0wLecithoepitheliata (Lecitoepiteliati)
• Ordine mw1gProlecitophora (Prolecitofori)
• Ordine mw2qRhabdocoela (Rabdoceli)
• Ordine mw3aSeriata (Seriati (Proseriati, Tricladi))

• mw3wClasse mw4amw4qMonogenea (Monogenei)cite-ref-5[5]

• Ordine mw6gmw6wMonopisthocotylea (Monopistocotilei)
• Ordine mw7qmw7gPolyopisthocotylea (Poliopistocotilei)

• mw8aClasse mw8qmw8gTrematoda (Trematodi)

• Sottoclasse mw9qAspidogastrea (Aspidogastrei)
• Sottoclasse mw-amw-qDigenea (Digenei)

• mw-wClasse mw-amw-qCestoda (Cestodi)

• Sottoclasse mwaqaCestodaria (Cestodari)

• Ordine mwaqqAmphilinidea (Anfilinidei)
• Ordine mwaqcDilepididea
• Ordine mwaqoGyrocotylidea (Girocotilidei)

• Sottoclasse mwaq0Eucestoda (Eucestodi)

• Ordine mwareAporidea
• Ordine mwarqCaryophyllidea
• Ordine mwarcCyclophyllidea (Ciclofillidei)
• Ordine mwaroDiphyllidea (Difillidei)
• Ordine mwar0Lecanicephalidea
• Ordine mwasaLitobothridea
• Ordine mwasmNippotaeniidea
• Ordine mwasyProteocephalidea
• Ordine mwaskPseudophyllidea (Pseudofillidei)
• Ordine mwaswSpathebothriidea
• Ordine mwas8Tetraphyllidea (Tetrafillidei)
• Ordine mwatiTrypanorhyncha (Tripanorinchi)

Note

cite-note-11. Raramente è usata la grafia mwatomwatsPlatyhelminthes
cite-note-22. mwat8C. Longo, G. Longo e M. Filippini, mwauaPiante, animali, microbi, BERGAMO, MINERVA ITALICA Editrice, Bergamo, 1974, p.mwaue 178.
cite-note-ruppertbarnes2004platyhelminthes-33. mwauuRuppert, E.E., Fox, R.S., and Barnes, R.D., mwauymwaucInvertebrate Zoology, 7ªmwaug ed., Brooks / Cole, 2004, pp.mwauk 226–269, mwauoISBNmwaus 0-03-025982-7.
cite-note-walkeranderson2001platyhelminthesinanderson-44. mwaveWalker, J.C., and Anderson, D.T., mwavimwavmThe Platyhelminthes, in Anderson, D.T., (a cura di), mwavqInvertebrate Zoology, Oxford University Press, 2001, pp.mwavu 58–80, mwavyISBNmwavc 0-19-551368-1.
cite-note-55. Alcuni autori preferiscono considerare la classe mwav0Monogenea come una sottoclasse dei Trematodi.

Voci correlate

• mwaweAntielmintici

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) James Desmond Smyth, flatworm, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereffauna-europaeaPlatyhelminthes, su Fauna Europaea.
• citereffossilworks-org(EN) Platyhelminthes, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Platyhelminthes, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Platyhelminthes, su ITIS.
• citerefworms(EN) Platyhelminthes, su WoRMS.